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martedì, 11 dicembre 2007
Dalle fredde campagne cuneesi... (epilogo)

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Dalla finestra di camera mia guardo il sole scendere dietro le alpi marittime...e il cielo colorarsi di un rosa intensissimo, e mi tornano in mente i tanti tramonti davanti ai quali sono rimasto senza fiato nei passati tre mesi: sopra la città blu in Rajasthan, sulle spiagge di Goa, tra i picchi del Nepal, dietro il Taj Mahal, in qualche sporca e caotica metropoli indiana, nella magica Petra, sul lungomare di Haifa o Tel Aviv, sui tetti della stupenda Gerusalemme, ad un rave party nel deserto del Negev..

 

E come spesso capita, tornando dall'altra parte del mondo ti riscopri ad apprezzare tanti piccoli dettagli del posto in cui sei nato, tante cose cui di solito non fai caso preso dalla routine di ogni giorno. E il sole che - tra mille sfumature di colore - scende dietro il Monviso ti sembra aver poco da invidiare a certi tramonti visti sull' Himalaya. Per questo viaggiare è bello, anche quando il viaggio è finito, ed è nient'altro che un insieme di lontane memorie..

E perchè, un certo tipo di viaggiare, ti fa capire quanto sei fortunato ad essere nato in una società - quella occidentale - che con i tutti i suoi difetti, di viaggiare ti dà la possibilità, ti permette di conoscere il bello, e il brutto delle altre culture, delle altre società..

 

Che posso dire a consuntivo:

 

Israele: 10 e lode. Tutto ciò che mia spettavo e anche di più. Forse il miglior posto in cui sia mai stato. E Gerusalemme, di certo la città più emozionante che abbia mai visto. Di solito non torno due volte nello stesso posto...perchè il mondo è così grande che non basta la vita intera a vederlo tutto, ma sono sicuro che per Gerusalemme farò un'eccezione. Prestissimo.

Israele mette insieme il fascino dell'est con i comfort dell'ovest, e forse la spiegazione della sua attrattiva è tutta qua. O forse sono le migliaia di anni di storia, le diverse culture e religioni che in un angolo si combattono all'ultimo sangue, e nell'altro convivono fraternamente. Forse sono gli stupendi panorami, il fatto che in uno stato così piccolo ci siano deserti, colline, il punto più basso della terra,il mar nero e il mar rosso.. il fatto che in un'ora di macchina passi da una metropoli occidentale (Tel Aviv) and un villaggio arabo in odore di guerra (Ramallah). O forse  sono tutte quelle bellissime ragazze in divisa verdeoliva ed M16 a tracolla..

O forse è la gente: gli israeliani sono stati la sorpresa più bella, in Israele, ma anche in India: lungi dalla loro fama di persone rudi e asociali, almeno con me, si sono dimostrati eccezionalmente ospitali e amichevoli. Forse perchè dimostravo di capire la loro realtà, di persone in fondo occidentali come noi, che lottano ogni giorno per vivere una vita normale.. (e questo a prescindere da considerazioni di natura politica, parlo riferendomi alla gente comune).

Inoltre Israele ha un altro eccezionale elemento che lo rende attrattivo: la sua presunta (ma in realtà inesistente)  pericolosità. E' come un filtro: taglia fuori tutte quelle persone che non sono sufficientemente "open-minded" da anteporre la curiosità al timore, o semplicemente non sono sufficientemente intelligenti da comparare le statistiche dei morti in incidenti stradali con quelle dei morti in attentati. E così chi in Israele ci va lo stesso, nonostante le campagne mediatiche terroristiche (quello sì) e i warning dell’ambasciata è, nella maggior parte dei casi, non un turista stile “been there, done that”, ma un viaggiatore. Una persona con cui, magari, in 10 minuti ti ritrovi a sorseggiare un te discutendo di politica e religione..

 

India: overwhelming. E non mi viene una traduzione decente per il termine. Eccessiva, in tutto. Nella bellezza, e nel casino. Emozionante. E preoccupante. Da vedere. Tutti dovrebbero andare in India. E molti smetterebbero di lamentarsi per delle stronzate, come facciamo ogni giorno. E capirebbero quanto sono fortunati a essere nati a  Cuneo, o in qualsiasi angolo del mondo occidentale. L'India ti fa riflettere, in certi momenti, su quanto maestosa ed emozionante sia la natura. E sempre l'India ti fa riflettere su quanto la natura sia fragile e su quanto preoccupante sia la situazione in quelle parti del mondo: camminando per le strade di Delhi, dove l'auto più moderna risale più o meno agli anni 70 ed un cestino per la spazzatura è un concetto astratto ti chiedi se abbia un senso spendere miliardi di soldi e risorse umane per progettare auto Euro 5 o fare la raccolta differenziata. Non sono mai stato ambientalista, o particolarmente sensibile a queste tematiche, ma sono tornato di là con addosso un notevole pessimismo sul futuro del pianeta..

Per il resto in India, stupenda da un punto di vista culturale e naturalistico, è mancato un aspetto fondamentale: il contatto con la gente del posto. E’ triste, ma come ho già scritto, per il 90% delle persone in India gli occidentali sono Bancomat che camminano (“walking ATMs” rende meglio). Ed è difficile tenere una conversazione con delle persone che sono interessate solo ai tuoi soldi, e purtroppo questo è vero non soltanto per le persone di estrazione sociale più bassa.

Ciononostante sono tanti gli aspetti della “cultura” indiana che ho trovato interessanti: in primis la capacità di “vivere il momento”, di passare magari un’intera giornata seduti davanti alla propria bottega a guardare la gente che passa, la capacità di lasciare da parte le preoccupazioni e vivere senza fretta. Tutte cose che nel mondo occidentale abbiamo dimenticato: io per primo mi rendo conto di non riuscire mai ad essere sereno, di non riuscire a star fermo senza pensare a “qualcosa da fare”. E in questo forse li invidio un po’. Ma continuo a ringraziare di essere nato in Occidente. Dove “two minutes” significa due minuti. Non due ore.

 

In conclusione: esperienza fantastica, anche se troppo breve (lunga per un italiano, ma brevissima se paragonata ai viaggi medi di inglesi, australiani, etc..). Ma ti fa riflettere se abbia un senso la routine di tutti giorni. O se forse il vero coraggio sia scegliere di fare lo stesso lavoro e di vedere le stesse persone per 40 anni della tua vita. Invece di vivere un’avventura nuova ogni giorno..

 

 

Buon Viaggio

 

 

 

Postato da: HPbaxxter a 11:04 | link | commenti (2)

Last summer days

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Cronaca ultraritardata degli ultimi giorni di viaggio:

Non posso lamentarmi: l'estate quest'anno è durata sino a fine novembre, e ogni tanto...mentre al tramonto facevo il bagno nelle caldissime acque del mare arabico, ad Anjuna Beach, mi sorprendevo nel constatare che era metà novembre...e nel pensare che freddo boia doveva fare in quel momento in Italia..

Comunque, dopo la fuga rocambolesca (di cui sopra, causa incontro con la mafia locale che voleva farmi esportare pietre preziose senza passare per la dogana) da Jaipur, mi son rifugiatoa Ajmer (cittadina sporca e triste, ma con una lago decente) che ho usato come base per una visita a Pushkar, dove si teneva la fiera dei cammelli, di cui sopra. Al di là dell'evento, spettacolare, la città stessa è davvero bella: sulle sponde di un lago....si caratterizza per i gaths (le gradinate che scendono nel lago), come Varanasi, ma a differenza di Varanasi, ha un che di più rilassato...e - volendo - spirituale. O forse è solo che sto lago non è sporco come il Gange

Il giorno dopo mi sposto a Jodhpur con un bus, su cui incontro Tanya, ragazza inglese con cui passo il resto dei giorni in Rajasthan. Jodhpur, la città blu, è senza dubbio la parte più bella dei miei giorni in Rajasthan: il forte imponente, i contrasti di colori, gli spettacolari tramonti con il sole rosso che si abbassa su una distesa di case tutte blu..

Un treno mi riporta a Delhi: il solito delirio, ma ormai ci ho fatto l'abitudine. Gli ultimi giorni passano veloci dedicandomi allo shopping più sfrenato.

Il ritotno in Italia è traumatico: in circa 10 ore passo da Delhi (25 gradi, sole) a Doha (35 gradi, sole) a Milano (8 gradi, diluvio universale).

Ma è una piacevole sensazione uscire dall'areoporto senza venire assaliti da 20 persone al grido di  "taxi ride, tuk tuk ride, very cheap price"...

 

Postato da: HPbaxxter a 09:41 | link | commenti (2)