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lunedì, 29 ottobre 2007
Raving in Nepal

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Avendo mancato il bus - come detto nel post precedente - mi ero ormai rassegnato all'idea di non andare al rave. Tuttavia a colazione scopro che i miei compagni di viaggio (due inglesi ed un irlandese) sono provetti raver: rapido check in internet per recuperare la location, rifornimento di vodka&redbull (2 litri per 4 euro...not bad at all!) e siamo pronti! Le due ragazze austriache si aggregano. Il festival e' in un posto chiamato Nagarkot, a circa 25 km da Kathmandu, ma per raggiungerlo ci vogliono circa 3 ore di bus (qui funziona cosi...), fatte rigorosamente sul tetto, col bus che si inerpica su una stradina tortuosa, un panorama mozzafiato e una delle due austriache che fa da vedetta gridando "wires!" ogni volta che un cavo della corrente troppo basso attenta alla nostra incolumita'. Ad un certo punto sentiamo in lontananza il suono di una cassa ad almeno 160 bpm....e' fatta!

La location e' azzeccatissima: una foresta sulla cima di una collina, circondata da alte montagne. L'illuminazione e le decorazioni sono perfette: e' ormai buio e i laser si stagliano sugli alberi secolari con un effetto..magico! Le decorazioni e i dipinti psichedelici fanno il resto! Contrattiamo il biglietto d'ingresso, ottenendolo per 1000 rupie (circa 10 euro) anziche' 2500 (ma in fondo ci siam persi una notte), sistemiamo la tenda (una in sei...ma ce la faremo bastare) e andiamoal main stage.

Il lineup e' composto principalmente di dj nepalesi e indiani, con qualche israeliano a fare da intermezzo: onestamente non conoscevo un singolo nome sulla lista, ma si capisce subito che il sound e' valido: dalle sei sino a mezznotte il sound e' tipicamente full on, in un crescendo sempre piu' psichedelico: in particolare strabilinate e' il set di un certo Edale, dj nepalese: suona due ore...un set di un'energia pazzesca, non riesco a fermarmi un secondo, nonostante la fame e il mal di gola! Dopo mezzanotte il sound si fa sempre piu' veloce e duro: alla fine diventa vera e propria dark-trance, genere che a me non fa impazzire, ma - complice la vodka&redbull - ballo sino alle 4, in compagnia di uno dei due inglesi. Un paio di ore di sonno e ritorno in pista, giusto in tempo per vedere l'alba a ritmo di trance! Man mano che il nuovo giorno avanza il sound diviene piu' melodico, sino a sfumare in progressive nel pomeriggio. Nonostante la stanchezza continuo a ballare! L'ultimo set poi e' degno di menzione: tale Hatti Baba, un tipo sulla cinquantina, stazza imponente e vestiti tipici indiani. E' parecchio buffo, mi ricorda Goa Gil e come Gil non mixa CD ma DAT (le cassettine digitali), in puro stile goa degli esordi: chiaramente la tecnica lascia a desiderare, ma la selezione e' validissima e include pure alcuni pezzi storici (tipo Madaheva degli Astral Projection). Alla fine conclude il set con alcuni pezzi di musica tradizionale indiana... in un atmosfera molto rilassata..

Che dire, gran bell'evento, bella musica, bella location, e  gradita sorpresa la qualita' dei dj locali e la cultura trance dei locals in genere. Il 4 novembre c'e' un festival a Pokhara..sempre in Nepal. Gli inglesi sembrano dell'idea...

 

 

 

 

 

Postato da: HPbaxxter a 06:17 | link | commenti (2)

sabato, 27 ottobre 2007
Air Conditioning of the Gods

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Cosi si intitola il capitoletto relativo ai bus nepalesi sulla Lonely Planet, con riferimento all'abitudine dei locals di viaggiare sul tetto dei bus, allorche' non sia piu' possibile stipare altri passeggeri all'interno del bus stesso. Ovviamente la cosa e' fortemente sconsigliata sulla guida...cosi' come e' sconsigliato viaggiare in bus di per se' (la mortalita' per incidenti di bus e' 30 volte piu' alta che in occidente, altroche' bombe sui bus israeliani!), ma, ahime', il bus e' l'unico mezzo di trasporto disponibile in Nepal!!

Dopo un estenuante viaggio in treno (sleeper class as usual) da Varanasi al confine (in compagnia degli olandesi) e una notte passata in hotel sul confine stesso mi sistemo su uno di questi temibili bus, con destinazione Kathmandu. Il bus e' stracarico...dopo un po' l'aria diviene irrespirabile, non c'e' spazio per le gambe cosi', insieme ai due irlandesi e alle due austriache conosciuti la sera prima...decidiamo di fare la cazzata e ci sistemiamo tra i bagagli del portapacchi sul tetto! Beh..non siamo morti (ma sulla strada abbiamo incontrato due altri bus capottati!) e il viaggio e' stato semplicemente mozzafiato: dal confine a Kathmandu sono otto ore di viaggio..e i paesaggi atrraverso cui il bus viaggia sono indescrivibili...l'aria e' fresca e non c'e' nulla di piu' bello che lasciar vagare lo sguardo sorseggiando una birra svaccati sul tetto di un bus!

Alla fine siamo arrivati a Kathmandu la sera, troppo tardi per prendere il bus per il rave cui volevo andare (anche se provero' a cercare un passaggio oggi), ma l'atmosfera che si respira qua mi piace parecchio: non ne potevo piu' del casino, del caldo e della gente dell'India...e qui e' un altro mondo: fa fresco, c'e' quell'aria di montagna che ti fa sentire a casa, si mangia bene (ieri sera bisteccazza e Tuborg.!!), la citta' e' pulita...e puoi camminare per diverse centinaia di metri senza che nessuno cerchi insistentemente di venderti qualcosa. Un generale l'atmosfera e' molto piu' rilassata..

Penso che ci rimarro' per un po'...

 

 

Postato da: HPbaxxter a 05:06 | link | commenti

martedì, 23 ottobre 2007
Varanasi? Holy shit!

 
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Holiest of holy cities...la capitale spirituale dell' India dove tutti vogliono morire onde guadagnare karma e non reincarnarsi in una marmotta handicappata...

A prima vista e’ un gran casino, poi e’ pure peggio...

Il Gange (o Ganga, come lo chiamano loro) e letteralmente una discarica pubblica...e allo stesso tempo una sorgente d’acqua multi-purpose: ci buttano dentro rifiuti, ceneri di corpi cremati, cadaveri non cremati, poi ci lavano i panni la mattina...ci fanno il bagno (!!!) e si dice che in qualche villaggio ne bevano pure l’acqua. Onde porre parziale rimedio all’inquinamento mostruoso delle acque hanno costruito dei giganteschi impianti di depurazione (che comunque servono a poco-nulla) che succhiano una quantita’ folle di elettricita’. Risultato : ogni giorno tutta Varanasi e senza corrente elettrica per 15 ore!! Geniale!

Come se non bastasse e’ pieno di gente che cerca di fotterti soldi in ogni modo possibile, ma questa pare una caratteristica dell’india, mi ci sto abituando e mi trovo a usare le parole « fuck » e « fucking » con grande frequenza ogni volta che devo interfacciarmi con sti simpaticoni...

Pero i gath, le gradinate sul fiume, sono uno spettacolo ...e ancora piu’ spettacolare e’ camminarci e guaradre la miriade di persone che li popolano..

Ieri sera  poi siamo andati in barca sul Gange a vedere le cerimonie che fanno sui Gath per la chiusura di un festival : gran bello spettacolo anche se, per me, come « citta’ sacra » Varanasi manca di quella spiritualita’, di quella magia che c’e’ a Gerusalemme...

Nevertheless, cittadella interessante...

 

Postato da: HPbaxxter a 15:17 | link | commenti (1)

Sleeper Class

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Stavolta giuro che smetto di lamentarmi dell’inefficienza di Trenitalia.

 

Treno Agra-Varanasi, 12 ore di viaggio, le opzioni vanno dalla 1a classe spaccaculi per 1500 rupie (30 euro) alla “sleeper class”, ovvero vagoni simil trasporto bestiame per I locali, dove lo stesso viaggio costa nemmeno 5 euro. Essendo notoriamente tirchio, la scelta e’ facile: solo dopo aver prenotato leggo sulla Lonely Planet che la sleeper class e’ sconsigliata per I turisti, dati i pochissimi comfort e soprattutto i frequenti furti di bagaglio. Argh!

Fortunatamente in ostello incontro tre olandesi e due australiane che hanno avuto la mia stessa pessima idea: almeno non viaggero’ solo. Non sono nel loro stesso vagone…ma mi avvio fiducioso verso il tipo indiano seduto vicino a loro, convinto che 100 rupie (2 euro, ma pari a 3 giorni della paga media qua) “will do the trick”. Improvvisamente lo stronzo si ricorda che esiste una legge (concetto che la maggior parte degli indiani ignora) e “not allowed changing seat” e “you go to jail” e resiste imperterrito ai miei insistenti tentativi di corruzione…che si spingono sino ad offrire 200 rupie (4 euro!!). Nulla da fare…mi avvio desolato verso il mio vagone, dove sono l’unico occidentale! Come se non bastasse al mio posto c’e’ un tipo seduto. Provo a spiegargli la cosa..ma niente, l’inglese gli e’ avulso. Pero’ e’ gentilissimo e a gesti mi spiega che possiamo sederci in due sul sedile e dormire in due nella cuccetta (loro riescono a far stare 10 persone in un tuk-tuk, quindi nessuna sorpresa) in cui – per inciso – io non riuscirei a stare manco da solo. Sono ormai rassegnato quando compaiono dei poliziotti (fanno la ronda tutta la notte sul treno), con un fucile di produzione locale grande come almeno due AK-47 : guardano il mio biglietto e sbattono via il tipo a calci. Bene! Cerco di sistemarmi nella cuccetta usando lo zainone come schienale (cosi mi accorgo se me lo fottono) e in tal modo mi nego ogni residua possibilita’ di coricarmi : pazienza, dormiro’ seduto..

Mi assopisco ma dopo poco tempo mi risveglio : c’e’ un tipo indiano seduto sulle mie gambe !! Senza fare complimenti si corica di fianco a me.. dicendo semplicemente « sleeping ». Questo qua vuol fottermi il bagaglio – penso – e mi sforzo in ogni modo di non addormentarmi : fortuntamente dopo poco ripassa la polizia ed e’ tutto uno spettacolo di grida urla e botte al tipo.

Ennesimo tentativo di addormentarmi...e per l’ennesima volta mi sveglio : urla e grida...la polizia sta manganellando un tipo vicino alla mia cuccetta il quale probabilmente aveva guardato con interesse il mio bagaglio (spero non altro...). A sto punto e’ davvero troppo... non riesco piu’ a chiudere occhio sino alla mattina dopo... che dramma!!

 

Non vedo l’ora di tornare alla quiete della linea ferroviaria Cuneo-Torino…

Postato da: HPbaxxter a 14:54 | link | commenti (1)

domenica, 21 ottobre 2007
(a)live from Agra

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Sono in India  da sei giorni...e sto cominciando ad abituarmi alla NON normalita'. Ormai ho rinunciato a fare foto a tutto cio' che in occidente sarebbe considerato incredibile...perche' qui non c'e' nulla di normale! Ogni volta che esci in strada vieni assalito da gente che vuole venderti roba (rickshaw ride, taxi ride, jewels, etc. etc....), e praticamente tutti cercano di fregarti (l'altra sera ci hanno venduto sei birre ANALCOLICHE). Un altro aspetto cui e' difficile abituarsi per un occidentale e' la lentezza: qua il concetto di fretta e' sconosciuto: ordini cena e te la servono due ore dopo e se provi a lamentarti hanno il  "my friend...only five minutes" sempre pronto..

Mi sono spostato da Delhi ad Agra tre giorni fa, in compagnia di Rod, il tipo di Edimburgo conosciuto a Delhi e di Julia, una ragazza tedesca che abbiamo incontrato in treno. Ci siamo sistemati in un ostello niente male con una fantastico ristorante sul tetto con vista Taj Mal. Ieri poi ho girato tutta la citta' in compagnia di Carly (vedi foto), ragazza americana che ho conosciuto a colazione in ostello: abbiamo "affittato" un riscio' per poche rupie e ci siam fatti scarrozzare in giro..salvo che poi il "guidatore" stava per collassare (poveraccio...aveva 50 anni) ed e' toccato pedalare a me...in mezzo al traffico di Agra: giuda faus che esperienza!! Il TaJ Mal e' davvero bello....specie la mattina presto quando all'alba si riflette nel fiume!

Stasera mi sposto a Varanasi. Ho salutato i miei temporanei compagni di viaggio...e onestamente sono sollevato all'idea di non dover passare un altra sera con lo scozzese: sto tipo ogni sera si beveva almeno 4 birre (650 ml e 8% ciascuna) piu' uno shot di absinthe (portato da casa) e devo ammettere che le ultime sere faticavo a  tenere il ritmo. Comunque dobbiamo ribeccarci a Goa...cerchero' di essere allenato per allora.

Questo modo di viaggiare mi piace sempre di piu': ieri sera eravamo sul terrazzo a  chiacchierare guardando il Taj Mal: un italiano, una tedesca, uno scozzese ed un americana..  oggi esco dall'ostello mi siedo in un bar e in men che non si dica sto chiacchierando con un australiana... e' davvero assurdo che in italia non esista una cultura del viaggio: per gli australiani e' normale: si stufano del lavoro, si licenziano e vanno un anno in giro per il mondo. E da noi viaggiare due emsi di fila par gia' una cosa assurda... bah...

 

Postato da: HPbaxxter a 10:55 | link | commenti (1)

mercoledì, 17 ottobre 2007
Incredible India

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Lo slogan pubblicitario che ti accoglie all’aereoporto e’ azzeccatissimo e te ne accorgi appena metti piede fuori dall’aereoporto stesso…
 
Incredibile. Non ci sono altre parole. Fortunatamente essendomi riguardato parecchie volte la puntata sull’India di J.Clarckson’s Motorworld ero preparato: cosi’ non mi sono stupito piu’ di tanto quando ho scoperto che il nostro taxi era un Ambassador  (reperto britannico anni 70) che le cinture di sicurezza non c’erano e non mi sono neanche spaventato quando per la prima volta ho sperimentato com’e’ muoversi tra il terrificante traffico di Delhi. Basilarmente ci sono 2 regole: 1) suonare SEMPRE il clacson, 2) chi ha l’auto piu’ grossa ha la precedenza. Il resto non si puo’ descrivere, bisogna vederlo. Ma immaginate la mia faccia quando al semaforo in pieno centro citta’ ci affianca un carretto trainato da due vacche sacre…
‘Shall we go for a race”?
Mi sono sistemato in un ostello in cui pago la singola meno di 2 euro a notte, dove ho incontrato un altro tipo di Cuneo che avevo conosciuto su cuneo2night, e oggi siamo andati un po’ in giro per la citta’.
E’ tutto incredibilmente economico, ieri la mia spesa giornaliera e’ stata di euro 9, cosi’ suddivisi:
2 euro:dormire
2 euro:mangiare
5 euro: birre
Si deduce che ho concluso la serata un po’ alticcio, in compagnia di Roberto (il tipo italiano) e uno scozzese..
Oggi ho provato il McDonald’s locale (non posso farne a meno): il Chicken Marahaja (che e’ il panino piu’ mastello) e’ ottimo, ma purtroppo niente Big Tasty (per ovvie ragioni)..
Non ho ancora pianificato che fare nei prossimi giorni, mi sa che domani staro’ ancora qua a Delhi.
Ah, per chi mi ama, il mio numero qua e': +91 981 1195289

Postato da: HPbaxxter a 12:11 | link | commenti (3)

martedì, 16 ottobre 2007
Sunrise in Doha

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Il motore dell'A330 si staglia possente sul deserto, mentre all'orizzonte un rosso vivissimo sfuma tenuemente sino a divenire blu...
 
There's so many different worlds
So many different suns
And we have just one world
But we live in different ones...
 

Postato da: HPbaxxter a 04:25 | link | commenti

giovedì, 11 ottobre 2007
Sadness in Ferighy 2 (epilogo parte 1)

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Sara’ che il Ferighy 2 di Budapest è un aeroporto triste ed asettico.
Sara’ che non dormo da due giorni.
Sarà che la birra che servono sui voli MALEV è la famosa Szlaty Bazlan, 12 gradi di Bratislava memoria.
Sarà che per ingannare la noia mi viene la brillante idea di rileggere vecchi sms sul telefono.
Sarà che al Ben Gurion di Tel Aviv mi e’ toccato di aspettare l’aereo in quell’atrio con la cascata al centro, seduto su quelle poltrone in pelle nera, proprio come due anni fa.
Sarà che non me ne sarei proprio voluto andare, da Israele.
 
Tristezza.
 
Ripenso a stanotte, alla bevuta al pub con Itamar, Gabriella, Diki e gli altri amici israeliani. A come mi fanno sentire a casa, agli abbracci come se fossimo amici di vecchia data, a tutti i “Whenever you wanna come back you’re my very welcome guest”.
Ripenso al tramonto di ieri sera, sulla spiaggia di Tel Aviv, insieme a Federica. Al bagno nel mare caldo quando ormai e’ buio. Al chiacchierare, agli strani sorrisi, con lo skyline della città che luminoso si staglia alle sue spalle.
Ripenso a tutte le volte che sono andato a camminare da solo per le strade della città vecchia a Gerusalemme, percependone l’anima vibrante.
Ripenso a tutte le persone che ho incontrato. A tutti quelli con cui ho parlato, anche solo per pochi minuti. Ma che, comunque, mi hanno lasciato qualcosa.
Ripenso alle centinaia di chilometri fatti in bus, ascoltando goa-trance e perdendomi nella bellezza di quei panorami. Ripenso all’emozione di guidare sulle strade del Golan, anche solo con sessanta cavalli.
Ripenso alla stordente magia di ballare musica da 160 bpm in una notte in mezzo al deserto.
Ripenso alla bellezza di questa terra, ai suoi tanti contrasti che la rendono così affascinante.
Ripenso a quando a Malpensa prima di partire ho salutato Marylou e mi veniva da piangere e a quando, al ritorno, alla stazione mi e’ passato davanti un pezzo di passato che non vedevo da anni.
 
 
E’ stata tutta un’emozione, dal primo all’ultimo istante.
 
Ho capito che non c’è niente di piu’ bello dell’inquietante sensazione di non sapere che ti aspetta il giorno dopo.
Ho capito che faccio bene a non avere paura dell’ignoto, che l’esperienza, la conoscenza, sono tutto cio’ che ora – per me – ha un senso.
Ho capito che non c’è modo migliore di viaggiare che uno zaino in spalla e tanta voglia di conoscere in testa.
Ho capito che amo viaggiare nel senso fisico del termine: il bus che viaggia in mezzo al deserto, la potenza dei motori di un aereo che decolla..
 
Avevo molte aspettative nei confronti di Israele e nessuna e’andata delusa.
E’ una terra incantevole, dove uno può trovare qualsiasi luogo ed esperienza desideri: dai luoghi spirituali ai resort balneari, dalle montagne al deserto, dai kibbutz ai rave parties. E poi la gente: splendida, estremamente variegata, e ospitale al di là di ogni limite.
Credo davvero che pochi altri posti possano offrire tanto, a livello di esperienza.
 
Ma non vi dico di andarci. Se credete che Israele sia un posto pericoloso, continuate a farlo. Una delle cose belle di questa terra e’ anche il tipo di “turisti” che vi si può incontrare: persone sufficientemente “open-minded” da anteporre la curiosità e la voglia di esperienza alla paura di un rischio in realtà inesistente.
Ho conosciuto tante bellissime persone, da ogni angolo del mondo, e – incredibilmente- anche dall’Italia. La presunta “pericolosità” di Israele e’ come un filtro, che lascia fuori il tipico (e per me terribile) turista italiano. E questo è un altro pregio dell’ Holy Land.
 
Israele mi manca già da impazzire. Spero davvero di poterci tornare. Magari anche non semplicemente per un viaggio.
 
Ma per ora, il viaggio continua…
 
Shalom Israel.
 
Namaste India..

Postato da: HPbaxxter a 14:34 | link | commenti

Tips & Tricks

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1. Come bruciarsi un gancio a Petra
 
La sera nell’ostello a Wadi Musa conosco un sacco di gente. Praticamente sono tutti Israeliani, salvo una ragazza inglese, Laura, molto carina. Io e lei decidiamo di andare a Petra insieme il giorno dopo. Lei vuole partire alle 6, ma io riesco con grande sforzo a contrattare per le 7.30.
Alle 7.25 del giono dopo mi presento splendente come il sole al piano di sotto. Lei non c’è. Ore 7.45. Lei non c’è. Ore 8. Non c’è. Ore 8.30. Mi rompo le palle e chiedo al tipo dell’ostello se l’ha vista: lui mi dice che se ne era andata piu’ di un’ora prima. “Faccia di merda” penso io… “m’ha tirato pacco” e mi avvio a Petra da solo..
 
(by the way..Petra e’ bellissima..una roba che dovete vedere nella vita, anche se e’ dannatamente turistica, piena di noiosi venditori di pietre prezione e “donkey/camel rides” e – peggio di tutto – di turisti italiani in vistita guidata)
 
La sera sono di nuovo in ostello che faccio cena con un olandese e due tedesche conosciuti in giornata. Ricompare Laura: io la guardo malissimo. Lei mi guarda peggio e se ne va in camera.
Dopo un po’ l’olandese mi chiede che ore sono. Io gli dico: “20.30”. Lui: “non e’ possibile…mezz’ora fa erano le 21”. Io attonito “ma..non è mica…che in Giordania il fuso orario e’ diverso da Israele????”
 
Quando la mattina dopo mi sveglio Laura se ne era aandata. Definitivamente…
 
2. Come cercare di farsi accoltellare a Gerusalemme
 
Ennesima sera a Gerusalemme. Ebbene sì..ci sono tornato un’altra volta: questa citta’ e’ come una calamita per me. La sera devo andare a bere qualcosa con Federica. Siccome ho finito tutta la mia scorta di t-shirt e non mi pare il caso di lavarle per i due giorni che mi restano metto su la splendida t-shirt dell’IDF che ho comprato. Esco fuori nel quartiere musulmano, la gente mi guarda un po’ male. C’è uno schieramento di polizia inquietante…e quando cerco di entrare nella strada in cui sta Federica mi bloccano: “very dangerous”. Federica allora viene a recuperarmi in ostello e prima di uscire chiediamo delucidazioni al proprietario su che sta succedendo fuori. Ci spiega che e’ una delle ultime sere del Ramadan..e in questo periodo gli occidentali non sono molto graditi nei quartieri musulmani. Per giunta i figli di Allah hanno smanie di onnipotenza in tali giorni. A titolo d’esempio l’anno scorso un ragazzo italiano, scambiato per un ebreo, e’ stato sgozzato nella citta’ vecchia..
 
Proprio la sera giusta per mettere su la t-shirt dell’esercito israeliano….

Postato da: HPbaxxter a 14:33 | link | commenti

domenica, 07 ottobre 2007
Fatevi un giro su un taxi in Giordania..

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Se pensate che Israele sia un posto pericolso.

Comunque sono a Petra.

 

 

Postato da: HPbaxxter a 15:50 | link | commenti (1)